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Il cammino dell'età

Un vecchio e un bambino si preser per mano e andare insieme incontro alla sera…” si potrebbe iniziare con questa frase a parlare di cammino e invece no, io farei un grosso salto indietro negli anni e parlerei di quando tutti noi abbiamo iniziato a fare i nostri primi passi. Chi non ricorda quei

mitici anni, dalla camminata a carponi, mani e gambe fisse al pavimento, meno pericolosa per i nostri genitori, a quella a due gambe. Stabilità quasi acquisita, caduta morbida grazie al pannolone di sostegno, appoggio incerto dei piedi a terra e molto stile nel camminare a gambe larghe si intende. Andatura barcollante e lunghezza nel passo e per la mamma doppio tipo di camminata. Una di corsa verso di te, fase preoccupazione e l’altra più tranquilla per spostamento tuo fisico da un posto all’altro. Altro che camminata si poteva chiamarlo jogging. I ragazzi di oggi invece hanno diversi modi di camminare. Di certo il carattere e l’emotività influisce molto in loro. Ci sono ragazzi che si possono definire “testa fra le nuvole”, sarebbero quelli che inciampano nelle proprie gambe o che sbattono contro lampioni o pali della luce, i classici “farfalloni”. Chi è depresso invece tende a camminare facendo passi corti e lenti. Il timido è l’opposto, fa passi corti e rapidi. L’emotività, come si diceva prima, ci aiuta a riflettere sul nostro modo di camminare. L’arrabbiato ed il felice hanno un passo scattante mentre il triste invece trascina molto i piedi. Ci sono anche ragazzi che non possono godere nell’immediato di questo privilegio, del poter camminare si intende e sono i ragazzi portatori di Handicap. Per loro sulle quattro ruote non è facile né divertirsi né muoversi, ma noi dobbiamo trasmettere loro tutta la nostra positività e quella che la vita ci offre, affrontarla e soprattutto vincerla assieme a loro. Le persone anziane sono caratterialmente forti, difficilmente si riesce loro a far cambiare idea. Sono le persone che non smetterebbero mai di camminare sorretti soprattutto dai loro ormai “vecchi” bastoni. Loro sì che ne hanno fatto di strada, ne hanno consumate di scarpe e nonostante tutto, affinchè la salute li assisterà non smetteranno mai di camminare, da loro dovremmo imparare! Si cammina giocando, parlando, piangendo, sognando e soprattutto amando. E’ bello camminare in mezzo al profumo del bosco, godere dell’aria fresca, su un bel tappeto di aghi di pino contornati se pestati da uno scricchiolio di rami secchi e dal continuo cinguettare degli uccelli. Rivolgere lo sguardo verso il cielo, guardare i raggi del sole filtrare tra i rami degli alberi. Camminare dove ci porta il cuore da soli o in compagnia. Ecco perché vi invitiamo tutti a venire a camminare con noi ,giovani, adulti e perché no anziani.

Camminare fa bene, ma “camminare bene” fa meglio!

Serena Giacomelli

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